Comitato Arci Ferrara: intervista alla neopresidente Alice Bolognesi

10/05/2018

 

 

IMG_2774.jpgQuando e in che modo ti avvicini all’Arci?

Ho fatto il servizio civile all’Arci di Ferrara tra il 2005 e il 2006 per un progetto di cittadinanza attiva. Dopo il servizio civile ho continuato a collaborare con Arci su diversi progetti, gli impegni sono aumentati e non ho più lasciato l’associazione. Inizialmente mi sono concentrata su attività legate al sociale ma con il passare del tempo il mio impegno si è spostato sempre di più sulle attività culturali e sugli eventi che Arci organizza in città.

 

Quali esigenze sono emerse dai soci durante il congresso?

Oltre agli interventi e agli spunti interessanti del congresso, molto è emerso anche dalle precongressuali che abbiamo organizzato sul territorio con le nostre basi associative. La situazione sociale a Ferrara e soprattutto nelle periferie ci consegna un sistema in crisi di senso che genera un periodo privo di prospettive, ma anche di difficoltà di relazione. Di contro, dal nostro osservatorio, emerge chiaramente un nuovo e rinnovato impegno di associazionismo giovane ed impegnato, tematico e specializzato.  Per quel che riguarda i circoli tradizionali le problematiche principali sono legate al ricambio generazionale, a un diverso modo di vivere nelle comunità e non ultimo a un appesantimento burocratico e normativo. Stiamo osservando inoltre un aumento delle associazioni culturali e una flessione dei circoli tradizionali.

 

Quali sono gli obiettivi prioritari di cui si occuperà il comitato?

Una delle caratteristiche della nostra associazione deve essere la capacità di restituire al territorio i valori e i principi dell’Arci, legandoli ai bisogni emergenti, trovando le ragioni di un progetto che sia di aggregazione e che contribuisca alla vita culturale della nostra città. Non abbiamo mai fatto una campagna di comunicazione che tenesse conto delle differenze presenti sul territorio e che sapesse comunicare l’identità dell’ Arci di Ferrara.  Un altro punto su cui dobbiamo lavorare e concentrarci è la formazione.

La complessità organizzativa degli eventi culturali e le crescenti responsabilità legate alle manifestazioni non devono essere sottovalutate, anche in questo senso crediamo che la formazione sia uno strumento fondamentale su cui lavorare e concentrarci. L’impianto burocratico e gestionale, anche dei piccoli appuntamenti, non deve essere vissuto come un ostacolo o come un impedimento, dobbiamo essere in grado di aggiornarci e di sostenere le associazioni culturali e associative che desiderano realizzare eventi. Dobbiamo anche in questo senso diventare dei punti di riferimento e per farlo è necessario consolidare percorsi formativi interni e con esperti. Oltre alle attività più longeve e consolidate in città, crediamo sia necessario e importante pensare all’associazione con un nuovo approccio operativo. Certamente ci fa piacere venire identificati come gli organizzatori di Internazionale a Ferrara o Ferrara sotto le stelle, però vorremmo anche essere riconosciuti per nuovi progetti e soprattutto per la nostra identità. La collaborazione fattiva tra il comitato provinciale e le altre realtà, circoli compresi, diventa così condizione indispensabile per mantenere come associazione l’equilibrio tra tradizione e modernità.

 

ArciReport, 10 maggio 2018



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