Comitato Arci Pinerolo e Valle Susa: intervista al neopresidente Gabriele Moroni

10/05/2018

 

 

moroni.jpgSabato 5 maggio presso il Teatro Bossatis di Volvera - al termine di un percorso precongressuale che ha coinvolto i circoli dei due territori - si è svolto Verso l’Arci dell’Ovest, il congresso di unificazione fra i comitati territoriali Arci di Pinerolo e Valle Susa: hanno partecipato 44 delegate/i su 75 aventi diritto, in rappresentanza di 26 circoli su 57, e sono intervenuti 10 ospiti e 17 delegate/i. Fra gli invitati intervenuti l’Assessora regionale Monica Cerutti, il Sindaco della Città di Collegno Francesco Casciano, Fedele Mandarano della CGIL, il Coordinamento NO Olimpiadi, Amalia Neirotti del Comitato Resistenza Colle del Lys, ed Emilio Gardiol che ci ha portato i saluti della SOMS di Pinerolo (Società Generale fra gli Operai di Pinerolo), la più antica d’Italia, che celebra il 170° anniversario di fondazione.

 

Quando e in che modo ti avvicini all’Arci?

Al di là di una sporadica frequentazione di qualche circolo di Collegno, il mio ingresso in Arci è legato al servizio civile come obiettore di coscienza presso il comitato territoriale Valle Susa, a maggio del 1998. Le prime cose di cui mi sono occupato furono la Festa della Musica (a Collegno, nel Parco dell’ex Ospedale Psichiatrico dove ora abbiamo la sede), il tesseramento, e le iniziative di solidarietà legate alla guerra in Kosovo.

 

Quali esigenze sono emerse dai soci durante il congresso?

Le esigenze emerse sono davvero tante, sia perché le associazioni aderenti sono abbastanza eterogenee, sia per la straordinarietà di un congresso di unificazione, che - per quanto la collaborazione fra le sedi avesse una lunga storia - cambia le carte in tavola. In particolare le associazioni che si occupano di arti sceniche e performative hanno manifestato la crescente difficoltà di promuovere la cultura in periferia, in una fase in cui gli eventi, ed in generale il tempo libero, subiscono - oltre al cambiamento dei consumi culturali - la forza di attrazione del capoluogo.  C’è poi un diffuso spaesamento di fronte alle tante novità normative, e più in generale verso la burocrazia, al quale come comitato dovremo continuare a fornire il dovuto supporto, oltre che darne rappresentanza nei confronti del legislatore.

 

Quali sono gli obiettivi prioritari di cui si occuperà il comitato?

Il Congresso territoriale, accanto alle priorità individuate dal documento nazionale, con l’approvazione di documenti e ordini del giorno tematici, ha individuato alcuni obiettivi e priorità:

- la promozione della cultura di base e delle esperienze di formazione e produzione (teatro, danza, musica, circolo sociale);

- il supporto alla progettazione dei circoli;

- l’attenzione all’attuazione della riforma del Terzo Settore come elemento guida per l’avvio di una nuova fase dell’associazione che porti a compimento l’armonizzazione fra nuova normativa e pratica associativa nella piena consapevolezza di tutti i livelli dell’associazione;

-memoria, antifascismo e lotta alle discriminazioni;

- azioni finalizzate alla parità e contro ogni forma di discriminazione e violenza di genere;

- messa in rete dei circoli che si occupano del tema infanzia-adolescenza.

 

ArciReport, 10 maggio 2018



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