Comitato Arci Puglia: intervista al presidente Davide Giove

17/05/2018

 

 

giove.jpegCosa ti porti dal mandato appena concluso e cosa invece lasci indietro?

Il primo mandato ha rappresentato per me un’accademia: mentre cercavo di dare tanto, ricevevo molto in termini di insegnamenti.

Porto con me l’esperienza maturata nel tessere le relazioni, nel comprendere le volontà, le istanze e talvolta le vertenze aperte dai comitati e dai circoli.

Tanti semi sono stati piantati in questi anni, i cui frutti spero di portare con me nel secondo mandato a beneficio di tutta Arci Puglia: partenariati forti e stabili, solidarietà associativa interna, capacità di elaborazione politica condivisa e presenza sui principali temi sociali, politici e culturali della nostra regione.

Lascio indietro le divisioni che l’associazione ha vissuto al suo livello nazionale e che spesso si sono riverberate dannosamente sui territori; lascio indietro (o meglio desidererei lasciare) la brutta sensazione di avere tanto da fare ma non disporre delle energie economiche ed umane per farlo.

 

Quali esigenze sono emerse dai soci durante il congresso?

Ho vissuto con molta attenzione tutta la fase congressuale fin qui svolta. Ho avuto modo di ascoltare, prima dell’appuntamento regionale, tante socie e tanti soci nei congressi territoriali e in diversi congressi di circolo. C’è una forte voglia di un’Arci in grado di presidiare i temi della solidarietà sociale, della cultura e degli spazi in maniera incisiva e riconoscibile. C’è voglia di un’attenzione maggiore da parte del Nazionale allo sforzo che, in una regione meridionale con le caratteristiche della nostra, centinaia di dirigenti di base profondono quotidianamente per dar vita ad un’associazione presente e avvertita. C’è, infine, desiderio di esprimersi e di avere occasioni per farlo.

 

Quali sono gli obiettivi prioritari di cui si occuperà il comitato?

Il gruppo dirigente uscente ha svolto un importante lavoro di riorganizzazione del proprio sistema di alleanze e ha collocato l’Arci al centro di dibattiti importanti.

Oggi le sfide della riforma del Terzo Settore imporranno una particolare attenzione alla ristrutturazione del nostro sistema complesso; rilanceremo la progettazione culturale e rafforzeremo i nuovi percorsi avviati nel campo della legalità democratica e dell’antimafia sociale; daremo forma in maniera ancora più riconoscibile alla nostra rete regionale dei coworking; giungeremo a posizioni condivise e chiare sulle principali vertenze ambientali della Puglia; non molleremo la presa, infine, sullo sforzo divulgativo e di proposta sui temi dell’accoglienza dei migranti.

 

ArciReport, 17 maggio 2018

 



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