Comitato Arci Sicilia: intervista al presidente Salvo Lipari

17/05/2018

 

 

lipari.jpgCosa ti porti dal mandato appena concluso e cosa invece lasci indietro?

Sono stati quattro anni non  facili, il contesto in cui ci siamo mossi  è stato particolarmente ostico, la crisi economica e sociale ha prodotto sempre maggiori difficoltà nella costruzione e nel radicamento dell’associazionismo in territori già tradizionalmente difficili.

Sono proprio le difficoltà però a fortificare.  Ho visto tanti giovani lanciarsi nell’impresa di costruzione di circoli e nella organizzazione di tanti momenti di socialità e partecipazione, sia nelle grandi aree urbane che in alcuni piccoli centri. Si è formato un nuovo gruppo dirigente nei territori che si sta misurando con il difficile lavoro del radicamento. Dal mandato concluso mi porto dietro soprattutto questo nuovo gruppo dirigente, oggi ancora più consapevole del bisogno di esercitare un ruolo politico e di direzione dell’Arci siciliana.

Lascio indietro la paura di non saper dare un ruolo al comitato regionale dopo la profonda crisi economica che lo ha investito. Infatti, malgrado le difficoltà il comitato regionale, si è ridato un ruolo riconosciuto dai circoli e dai comitati territoriali.

 

Quali esigenze sono emerse dai soci durante il congresso?

Il congresso ha evidenziato diverse esigenze dai soci ma soprattutto dalle basi associative. Il bisogno sempre maggiore di sentirsi parte di una rete sempre più vasta, capace di connettere le varie esperienze territoriali insieme alla capacità di avere insieme una propria e autonoma soggettività politica, capace anche di un ruolo sempre maggiore di rappresentanza nei confronti delle istituzioni; anche promuovendo ipotesi altre di sostegno all’associazionismo da parte del legislatore regionale. In tal senso è emersa la volontà di provare a costruire campagne per l’utilizzo dei numerosi spazi inutilizzati presenti nella nostra regione ed un nuovo impegno per il riutilizzo dei beni confiscati. Un’altra esigenza che è emersa è quella di una maggiore comunicazione sia interna che esterna.

 

Quali sono gli obiettivi prioritari di cui si occuperà il comitato?

Potenziare la rete dei circoli e comitati, a partire dall’istituzionalizzazione annuale dell’assemblea dei circoli, con l’idea di costruire gruppi tematici regionali con i componenti del consiglio regionale ma anche con i circoli interessati.

Sviluppare una nuova relazione con le istituzioni anche al fine di costruire politiche a sostegno dell’associazionismo a partire dall’utilizzo degli spazi inutilizzati presenti in regione.

Investire sulla formazione dei nuovi quadri, soprattutto giovani, sia sul terreno più tecnico che su quello più politico.

Rafforzare la soggettività politica dell’associazione in questa difficile fase, dove le forze progressiste appaiono confuse e disarticolate, anche costruendo nuove alleanze con i soggetti di un possibile cambiamento.

 

ArciReport, 17 maggio 2018



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