Comitato Arci Basilicata: intervista al neopresidente Paolo Pesacane

31/05/2018

 

 

basilicata.jpgQuando e in che modo ti avvicini all’Arci?

Fin da giovane, al circolo del mio paese, l’Arci è stata (e continua ad essere) luogo di aggregazione, crescita politica e sociale, luogo di dibattiti, anche accesi, ed ha sempre prodotto, negli anni, moltissime attività, iniziative culturali, concerti e occasioni di formazione valoriale.

 

Quali esigenze sono emerse dai soci durante il congresso?

I circoli hanno sviluppato nella discussione congressuale le preoccupazioni e le necessità su cui da tempo siamo impegnati, ovvero sulla programmazione delle attività, sia a livello locale sia a livello di comitato, implementando quello che ogni circolo riesce a realizzare sul proprio territorio e nel proprio Comune.

In particolare, è emersa la volontà di avere contatti più solidi con l’insieme della federazione Arci e con i diversi contesti della nostra rete, regionali, nazionali e internazionali, potendo così lavorare in modo ancora più visibile e incisivo. La maggioranza dei soci ritiene che soprattutto nelle piccole realtà sia importante sentirsi parte di una comunità, avere collegamenti e connessioni disponibili a darsi supporto reciproco e solidale anche per dare efficacia alla domanda sociale di mutualismo dei territori, così come dal punto di vista organizzativo, alla luce di quanto previsto nella riforma del terzo settore. Si è parlato di riproducibilità, anche parametrandole alle diverse realtà, delle iniziative che i circoli fanno, con mille difficoltà, all’interno di una visione organizzativa di insieme. In questo modo i singoli temi (dall’ambiente, al turismo, alla cultura) possono trovare un comitato rafforzato e capace di aggregare; non ricadendo nella cura di sé, quale rifugio sicuro, in un tempo di imbarbarimento, ma proponendosi con interventi sociali, culturali e politici efficaci ed espansivi. A tal proposito gli interventi hanno sviluppato il tema della ‘sinistra diffusa’ e di come l’Arci sia (e possa esserne) la casa ‘creativa’.

 

Quali sono gli obiettivi prioritari di cui si occuperà il comitato?

Il comitato è i suoi circoli, gli iscritti, e i suoi dirigenti che continueranno ad essere i soggetti principali dell’attività regionale, nello sviluppo di supporto, competenze, formazione e responsabilità sociale. Al comitato viene riconosciuto e chiesto un ruolo di impulso allo sviluppo associativo, considerando in particolare la crescita sociale e culturale legata ai servizi dell’accoglienza, dell’inclusione e dell’integrazione dei richiedenti asilo e rifugiati e al lavoro svolto nella costruzione di rete all’interno del terzo settore regionale. Attraversando tali obiettivi sinora raggiunti, attraverso progettualità, per così dire, ‘storiche e caratterizzanti’ per il nostro comitato, vogliamo coniugare il lavoro sinora svolto con attività più specificamente culturali, che sono espressione delle capacità artistiche esistenti. Il comitato continuerà perciò a porsi come ‘crocevia’ e raccordo propositivo della vita circolistica, e anche in relazione alle nuove istanze di adesione di quanti vorranno unirsi a questo progetto.

 

ArciReport, 31 maggio 2018



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