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Punire i poveri: è questa la scelta del governo

16/03/2017

 

 

di Patrizio Gonnella, Presidente Antigone e CILD

 

Poveri-cassonetto.jpgNei giorni scorsi, in qualità di presidente di Antigone e di Cild sono stato audito alla Camera sul decreto legge in materia di sicurezza e al Senato sul decreto legge in materia di immigrazione.

I due decreti letti insieme costituiscono un vero e proprio manifesto populista. Si scrive che c’è urgenza di intervenire in materia di sicurezza urbana, si offrono ai sindaci gli stessi poteri che gli aveva offerto inutilmente nel 2008 il ministro Maroni, si prevedono sanzioni contro accattoni, prostitute, tossicodipendenti, si eleva il decoro a norma, si interviene sulle misure di prevenzione e si riduce la libertà di movimento delle persone, nonostante tutte le agenzie ufficiali dicano che i reati ‘di strada’ siano in calo netto negli ultimi anni.

Nel decreto immigrazione si afferma che è urgente intervenire non perché vada approvato uno straordinario sforzo per salvare le persone che viaggeranno per mare durante la primavera e l’estate prossimi, ma per imprigionarle in numero massivo e per togliere garanzie ai richiedenti asilo senza ascoltare il parere di giudici e avvocati che all’unisono raccontano un’altra verità, ovvero che negare la partecipazione all’udienza di un richiedente asilo e/o la possibilità di presentare appello vuol dire fare una scelta palesemente in violazione dei suoi diritti fondamentali.

Imbarazzo si percepiva nei volti di chi rappresentava il governo nel sentire le obiezioni dell’Anm, dell’Asgi, del Tavolo Asilo. Giudici, avvocati e docenti universitari in Commissione al Senato erano basiti per l’inconsapevolezza di chi ha scritto al ministero della Giustizia le norme procedurali in materia di asilo, norme per l’appunto anti-garantiste, vessatorie, etnicamente orientate.

Uguale imbarazzo spero provino i responsabili del ministero degli Interni per avere deciso che un povero non ha diritto a mendicare dove vuole e quando vuole.

C’è chi però li ha presi subito sul serio. Virginia Raggi ha preannunciato misure contro chi rovista nei cassonetti romani. Ecco l’ennesimo esempio di populismo al potere: si annunciano misure sulla sicurezza al solo fine di rassicurare genericamente l’opinione pubblica. Ma chi rovista, ricicla e riusa non dovremmo premiarlo anziché punirlo?

Nel frattempo anche il mondo della cultura si sgretola ed editorialisti noti di giornali noti si domandano (preoccupati) se i nuovi assunti di Starbucks saranno anche immigrati, oltre che italiani.

 

ArciReport, 16 marzo 2017



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