L’Italia non è un paese sicuro: attivisti egiziani dei diritti seguiti, spiati e diffamati a Roma. Intervenga il governo

23/05/2017




Il 20 e 21 maggio si è tenuta a Roma una riunione di lavoro organizzata da Euromed Rights, un’autorevole rete euro-mediterranea per i diritti che riunisce 70 organizzazioni di società civile europee, del Maghreb e del Mashrek, impegnata per rafforzare il ruolo della società civile e promuovere i diritti umani nell’ambito della Partnership euro-mediterranea e della Politica europea di vicinato.

Il workshop era dedicato alle opportunità di cooperazione nella regione euro-mediterranea, riguardo la situazione dei diritti umani, civili, politici, economici, sociali e culturali nella regione e dunque anche in Egitto.

Erano presenti accademici, ricercatori e rappresentanti di organizzazioni di società civile impegnate sui diritti umani di Italia, Danimarca, Tunisia, Palestina, Germania e Belgio, fra i quali alcune figure autorevoli come Kamel Jendoubi, presidente onorario di EuroMed Rights; Bahey el-Din Hassan, direttore del Cairo Institute for Human Rights Studies; Marc Schade-Poulsen, direttore esecutivo di EuroMed Rights; l’avvocato Khaled Ali; l’accademico in scienze politiche Amr Hamzawy; Mohamed Zaree, avvocato dei diritti umani e presidente della Arab Organisation for Criminal Reform; Ahmed Samih, direttore esecutivo dell’Andalus Institute for Tolerance and Anti-Violence Studies; Nancy Okail, direttore esecutivo del Tahrir Institute for Middle East Policy; e Moataz El Fegiery, Coordinatore di Front Line Defenders MENA Protection.

La riunione era parte del programma di lavoro interno di Euromed Rights e non era stata dunque pubblicizzata se non fra le persone che vi hanno preso parte.

Al suo arrivo a Fiumicino un partecipante ha trovato una persona qualificatasi come giornalista egiziano ad aspettarlo, il quale ha insistito pesantemente per accompagnarlo in albergo. Di fronte al cortese rifiuto oppostogli, il sedicente giornalista è riuscito a interloquire con il tassista, riuscendo forse così ad avere l’indirizzo dell’hotel dove la persona era diretta.

Il sedicente giornalista accompagnato da un fotografo e da un’altra persona hanno poi raggiunto l’albergo dove era in corso la riunione, convincendo con una bugia la reception a mostrare la lista dei partecipanti, stazionando per ore nella lobby e nei bar adiacenti, seguendoli nei loro movimenti dentro e fuori l’albergo, riuscendo così a prendere foto dei partecipanti e introducendosi nella sala della riunione.

Il 22 maggio articoli diffamatori sono apparsi su numerosi quotidiani egiziani, accompagnati dalle foto prese a Roma. Accusano fra l’altro i partecipanti egiziani di aver preso parte a un incontro teso a “pianificare uno stato di caos e di instabilità in Egitto nel prossimo periodo, prima delle elezioni presidenziali“.

Sono menzogne gravi, che in Egitto possono costare la libertà, se non peggio. 

Amnesty International ItaliaArciArticolo 21 e Un ponte per… sono preoccupate per gli attivisti e i difensori dei diritti umani egiziani, cui esprimono vicinanza e solidarietà, mentre gli attacchi contro di loro proseguono:

Agenti di sicurezza e giornalisti filo-governativi hanno pesantemente insultato e minacciato su Facebook Nancy Okail (accademica e direttore del Tahir Institute for Middle East Policy) per aver denunciato i fatti di Roma. La mattina del 23 maggio uno dei partecipanti sarebbe stato convocato al Cairo per interrogatori.

È necessario che il governo italiano e tutte le istituzioni competenti intervengano presso le autorità egiziane per chieder loro conto di quanto accaduto in territorio italiano e pretendere che episodi del genere non si ripetano più. L’Italia deve essere un paese sicuro per gli attivisti e i difensori dei diritti umani egiziani.

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Egyptian Activists and Human Rights Defenders Stalked and Spied on in Rome, 
Slandered in Cairo

 

On 20 and 21 May, a work meeting was organized in Rome by EuroMed Rights, an influential Euro-Mediterranean rights network whose members include 70 civil society organizations from Europe and the Middle East and North Africa. They are committed to strengthening the role of civil society and promoting human rights in the framework of the Euro-Mediterranean Partnership and the European Neighborhood policy.

The workshop was dedicated to opportunities for cooperation in the Euro-Mediterranean region, regarding the situation of human rights—be they civil, political, economic, social or cultural—in the region, and therefore also in Egypt.

Participants included academics, researchers and representatives of civil society organizations working on human rights in Italy, Denmark, Tunisia, Palestine, Germany and Belgium, including some eminent figures such as Kamel Jendoubi, Honorary President of EuroMed Rights; Bahey el-Din Hassan, Director of the Cairo Institute for Human Rights Studies; Marc Schade-Poulsen, Executive Director of EuroMed Rights; human rights lawyer Khaled Ali; the political scientist Dr Amr Hamzawy; human rights lawyer Mohamed Zarea, who is president of the Arab Penal Reform Organization; Ahmed Samih, Executive Director of Andalus Institute for Tolerance and Anti-Violence Studies; Dr Nancy Okail, Executive Director of the Tahrir Institute for Middle East Policy; and Dr Moataz el Fegiery, MENA Protection Coordinator at Front Line Defenders.

The meeting was part of Euromed Rights’ program of internal work, and had not therefore been publicized beyond the participants themselves.

On arrival at Fiumicino International Airport, one participant encountered a person waiting for him, who introduced himself as an Egyptian journalist; the man insisted heavily on escorting him to his hotel. Faced with a polite refusal, the self-proclaimed journalist then managed to speak with the participant’s taxi driver, and likely managed thus to obtain the address of the hotel to which the person was headed.

The self-styled journalist, along with a photographer and another individual, later reached the hotel where the meeting was in progress, and duped the reception staff into showing them the list of participants. They stayed in the lobby and adjacent bar for hours, following meeting participants when they moved in or out of the hotel, thus managing to take photographs of them. They also managed to slip into the meeting room.

On May 22, libelous articles appeared in several Egyptian newspapers, illustrated by these photos taken in Rome. Among other things, they accuse Egyptian participants of taking part in a meeting intended to "foment a state of chaos and instability in Egypt in the coming period, ahead of the presidential elections."

These are very grave lies, which could cost a person their freedom in Egypt, if not worse. 

We are deeply concerned about Egyptian activists and Human Rights defenders, and express their sympathy and solidarity with them, as attacks against them continue. Security agents and pro-government journalists have directed grave insults and threats at Dr Nancy Okail (an academic and Director of the Tahrir Institute for Middle East Policy) on Facebook, after she denounced what took place in Rome. On the morning of May 23, one of the participants is summoned for interrogation by a judge in Cairo.

The Italian Government and all competent institutions must intervene with the Egyptian authorities to ask them to account for these events on Italian territory, and demand that such incidents do not reoccur. Italy must be a safe country for Egyptian activists and human rights defenders.

 

First signatories:

 

Amnesty International Italia, Arci, Articolo 21, AOI (Associazione ONG Italiane), Rete della Pace, Un ponte per….

Area politiche europee e internazionali CGIL, Casa Internazionale delle Donne, FILEF (Federazione Italiana Lavoratori Emigrati e famiglie), European Alternatives, CIME (Comitato Italiano Movimento Europeo), Fairwatch, UDU (Unione Studenti Universitari), CRS (Centro per la Riforma dello Stato), CIPSI, Transform, Assopace Palestina, Cultura è Libertà, CISUE (Centro Studi Unione Europea), Nexus ER.

 



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Posted by clouds on
Questa è una vera esperienza di vita con Doctor Covenant che mi ha aiutato a salvare il mio matrimonio facendo un periodo di gravidanza per me. Il mio nome è Jenny Cloud e io di Somalia, ma attualmente vivo a Manchester. io e mio marito siamo sposati da oltre 6 anni. Non abbiamo avuto figli. Mio marito non era contento di questo perché abbiamo cercato per molti anni di avere un figlio che pensavamo di adottare, ma l'idea non era la migliore per noi. mio marito ha anche parlato di divorzio !! Avevo paura di perdere mio marito.3 mesi dopo che mio marito aveva iniziato a parlare di divorzio, ho visto un post su Facebook che parlava di un incantesimo su come aiutasse le persone da vari problemi e il suo nome era Dr Covenant. Gli ho mandato una mail tramite il suo indirizzo email covenantsolutiontemple@gmail.com, gli ho spiegato tutto e lui mi ha detto di non preoccuparmi. Ero eccitato, mi ha confortato con le sue parole, mi ha detto che faremo un incantesimo di gravidanza, ho avuto paura ma non ho avuto scelta. mi ha detto cosa fare e l'ho fatto. in realtà ha fatto l'incantesimo di gravidanza, mi ha dato la certezza che sarei rimasta incinta in 2 giorni, pensavo stesse scherzando. questo è l'undicesimo mese dopo aver incontrato il dott. Covenant, ora ho un gruppo di gemelli, un maschio e una femmina. Dio ti benedica, patto dell'alleanza, grazie per quello che hai fatto per me, per favore contatta e incontra il dottor covenant se stai attraversando una qualsiasi difficoltà nella vita come quella che stavo passando per contattare covenantsolutiontemple@gmail.com o chiamarlo o aggiungerlo su watsapp su +2349057353987. ci sono ancora delle persone reali che aiutano le persone. covenantsolutiontemple@gmail.com è uno di questi. Aiuta anche a vincere alla lotteria, se vuoi vincere anche la lotteria contattalo
Posted by Greg on
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